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Costituzione di una rete regionale bellinzonese
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Un altro progetto sottoposto e accettato dalla Commissione federale mirava ad attivare – in stretta collaborazione con il delegato cantonale all’integrazione degli stranieri - una rete regionale bellinzonese che, partendo da un’analisi dei bisogni, avesse quale scopo la promozione operativa dell’integrazione a livello regionale.
Le tappe del progetto (svoltosi dall’autunno del 2004 alla primavera del 2007) sono state:
- costituzione di un “Gruppo di lavoro regionale bellinzonese per l’integrazione della popolazione” comprendente rappresentanti degli 11 maggiori comuni del bellinzonese: Arbedo-Castione, Bellinzona, Cadenazzo, Camorino, Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Lumino, Monte Carasso, Sant’Antonino, Sementina
- esplicazione della rete territoriale regionale tramite l’elaborazione di una mappa territoriale comprendente l’elenco di istituzioni pubbliche e di istanze della società civile dei comuni aderenti al progetto e questo alfine di coinvolgere gli enti censiti nel processo di riflessione e di creazione della rete bellinzonese per l’integrazione della popolazione
- per finire il progetto si è chinato su un’analisi qualitativa della situazione integrativa nella regione: a partire dall’osservatorio privilegiato degli operatori di territorio pubblici e privati precedentemente censiti e contattati, si è proceduto a tracciare una valutazione della situazione di integrazione della popolazione nel bellinzonese. Sull’onda di questa valutazione si è chiesto gli operatori di territorio di formulare delle proposte concrete di intervento. Questa analisi ha dato origine rapporto finale del progetto “Rete regionale bellinzonese per l’integrazione della popolazione” che illustra la situazione integrativa nella regione di Bellinzona e focalizza i bisogni in tale ambito a cui si può rispondere con interventi regionalizzati
Gli elementi di valutazione emersi da parte degli operatori di territorio relativamente alla situazione di integrazione della popolazione nel bellinzonese sono:
- le occasioni di integrazione passano soprattutto dalle opportunità di conoscenza reciproca che gli stranieri e gli indigeni si offrono: nel bellinzonese, questa conoscenza fa difetto
- é difficile coinvolgere simmetricamente ambedue le componenti della dialettica integrativa
- oltre alle occasioni organizzate di incontro e scambio, i luoghi di aggregazione spontanei creano un importante legame integrativo. A livello regionale questi luoghi sono però limitati
- La conoscenza della lingua e della cultura della comunità di accoglienza è fondamentale per garantire il processo integrativo ma nella regione considerata, non sempre è assicurato
- La partecipazione istituzionale e associativa dello straniero è un sicuro mezzo di integrazione anche se l’esperienza regionale dimostra come spesso, tale partecipazione é correlata a derive (razzismo, barriere economiche, selettività istituzionale e associativa)
- l’accompagnamento all’integrazione dello straniero è garantito soprattutto dalla rete informale che però, essendo garantita soprattutto dalle comunità straniere, spesso rafforza l’isolamento dello straniero. Sono invece carenti le reti di accoglienza organizzate e tematicamente competenti (per esempio relativamente agli aspetti ineterculturali, ad aspetti amministrativi, istituzionali, di conoscenza della società civile, ecc…)
Conseguentemente alla valutazione espressa, gli operatori di territorio hanno formulato delle proposte di intervento per migliorare la situazione integrativa in tre direzioni complementari:
- necessità di rafforzare la mediazione culturale tra le componenti della società per il tramite del potenziamento del ruolo di intermediazione delle comunità straniere e grazie alla creazione di una piattaforma regionale sul tema dell’interculturalità che possa: inventariare e mettere in rete le iniziative e i servizi esistenti nonché fornire una consulenza competente all’operatività degli operatori pubblici e privati
- incentivare le iniziative che favoriscono la conoscenza, in particolare: la conoscenza reciproca tramite progetti che promuovono le somiglianze, eventi interculturali nonché favorire l’offerta di luoghi informali e spontanei di integrazione; i percorsi di accessibilità alla formazione linguistica per gli stranieri e i processi di accessibilità alla realtà sociale, culturale, politica e territoriale
- incentivare le iniziative che favoriscono l’informazione allo straniero e la sua accoglienza tramite l’elaborazione di documentazione e la creazione di un sostegno attivo all’accoglienza dello straniero. Il sostegno all’accoglienza può avvenire con un investimento: minimo che prevede un input alla creazione di gruppi organizzati ma spontanei di accoglienza; medio di creazione di “appendici” agli sportelli comunali: più importante che prevedere un servizio regionalizzato di sostegno e accoglienza dello straniero.
È stato redatto un rapporto completo che indica nel dettaglio: il processo, le modalità, i risultati e le conseguenze politiche della ricerca in questione.
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