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La zona è estremamente
povera di risorse idriche poiché la geologia della montagna
è tale da deviare le acque sorgive verso la valle di
Sementina.
Partendo da una
di queste sorgenti al di sopra dei 700 m.s.m, la fondazione
ha già realizzato una condotta che taglia trasversalmente
tutta la montagna e che diventa un’importante infrastruttura
antincendio.
Il tratto terminale
di questo acquedotto riesce poi a servire la parte più
alta dei vigneti di Monte Carasso, anche loro in gran
parte a rischio per la mancanza di questa importante
risorsa.
La fondazione ha
già inoltre concretizzato il progetto di elettrificazione
della collina alta che ha consentito l’illuminazione
notturna della chiesa di San Barnárd.
Per evitare l’uso
di produttori di energia inquinanti (come ad esempio
i generatori a benzina), la corrente elettrica è messa
a disposizione della capanna-rifugio e delle residenze
secondarie per i bisogni minimi (escluso quindi il riscaldamento
che è garantito dalla legna disponibile sul posto).
La fondazione ha
inoltre realizzato la fermata intermedia della funivia
Monte Carasso – Mornera anche per evitare la costruzione
di deturpanti accessi stradali.
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